Derivati di proteine sono gli acidi organici più forti al mondo

È la scoperta di un gruppo di ricerca australiano guidato da William Donald, della School of Chemistry della University of New South Wales, pubblicata il quattro maggio 2017 sulla prestigiosa rivista Angewandte Chemie.

I ricercatori hanno scoperto che quando queste proteine vengono protonate si comportano da superacidi, capaci di protonare anche i gas nobili, come l’argon, oltre che altri gas poco reattivi come l’azoto.

La scoperta è avvenuta mentre gli scienziati analizzavano il comportamento delle proteine sottoposte ad una tecnica analitica chiamata spettrometria di massa.

La spettrometria di massa è una tecnica utilizzatissima dai chimici analitici di tutto il mondo e consiste nello studio del comportamento di specie cariche derivate dalla molecola di interesse. In maniera molto semplificata, quando la molecola neutra entra nello strumento viene ionizzata, sfruttando molte tecniche diverse a seconda della tecnica specifica. Questo processo in ogni caso porta alla fine alla formazione sia di ioni derivati dalla molecola integra, sia di ioni derivati da frammenti della molecola. Questi ioni vengono poi fatti passare in un campo magnetico e studiandone il comportamento è possibile identificarli univocamente e quindi risalire alla struttura della molecola originaria.

Nello studio in esame i ricercatori stavano valutando il comportamento di alcune metalloproteine, come il Citocromo C e la Mioglobina, quando sottoposte ad una specifica tecnica di ionizzazione chiamata ESI, Electrospray Ionisation.

Questa tecnica consiste nell’applicare una differenziale di potenziale molto alto all’analita, spruzzato sotto forma di un aerosol composto da minuscole goccioline disperse in un gas inerte.

Applicando però questa tecnica in presenza di 1,2-butilene carbonato, gli scienziati hanno notato che le proteine acquistavano molti ioni idrogeno, H+, formando delle specie contenenti fino a 30 cariche positive. Le specie formate erano così reattive da cedere poi questi protoni anche a sostanze che normalmente sono impossibili da protonare, come l’argon o l’azoto.

I calcoli teorici e le misure sperimentali hanno mostrato che queste specie hanno battuto il record precedente di acidità che si era guadagnato il tetrafluorometano.

Riferimenti

Chemistry World

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Chimico e appassionato di divulgazione scientifica. Sono un dottorando all'Università di Strasburgo, dove mi occupo di chimica dei materiali applicati alla biomedicina. Scrivo articoli divulgativi per diverse realtà web e gestisco il canale youtube "La Chimica per Tutti".